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Povera Italia

giu 3, 2013 - scritto da     Categoria : Blog, Politica Necessaria

A distanza di una settimana dalla trasmissione “Miscappaladiretta ultima edizione” e di oltre 10 giorni dall’evento che l’ha scatenata, vorrei fare alcune riflessioni di approfondimento a freddo.

Dalla prima puntata del 7 Novembre 2012 all’ultima del 28 maggio, ho fatto circa 180 edizioni con cadenza quasi quotidiana di “Miscappaladiretta”. Ogni puntata veniva vista da un minimo di 100 a circa 1000 volte (numero cumulato tra i canali ustream e youtube). Quella del 28 maggio è stata vista (ad oggi) quasi 20 mila volte! Perché? Certo ho fatto delle dichiarazioni molto dure, crude, drammatiche. Sono state le dichiarazioni di un cittadino, un padre che si sente totalmente abbandonato dalle principali istituzioni dello Stato: le forze dell’ordine, la scuola, la politica!

La mia denuncia sullo stato disastroso di questo Paese non aveva come obiettivo quello di mascherare le mie responsabilità per i miei errori che hanno contribuito alla decadenza di un’altra fondamentale istituzione: LA FAMIGLIA!

Alcuni internauti mi hanno giustamente fatto notare che un padre non può non accorgersi che il figlio sta “bigiando” la scuola da 2 settimane. Costoro hanno perfettamente ragione! Non ho mai avuto timore di assumermi le mie responsabilità ne di chiedere scusa. Io chiedo scusa a mio figlio, alla madre, alla mia famiglia per essere stato scarsamente attento a quanto stava succedendo. Se fossi stato più attento nel chiedere notizie, approfondire, discutere, probabilmente mi sarei accorto che qualcosa non andava. Non intendo assolvermi da questi miei errori!

Fatta questa DOVEROSA premessa, affermo con fredda fermezza, che uno Stato può funzionare solo quando TUTTE le istituzioni funzionano correttamente. Tutti devono cooperare al buon funzionamento della comunità. Se uno fa un errore, gli altri hanno il dovere di segnalarlo in modo da minimizzarne l’impatto “aprendo gli occhi” alla persona distratta.

Il giorno in cui ho riaccompagnato mio figlio a scuola dopo 11 giorni di assenza continuata, ho chiesto immediatamente un colloquio con la preside. Da subito ho notato che la dirigente scolastica ha manifestato chiaramente il suo stupore per il fatto che dopo una così prolungata assenza la scuola non aveva avvertito la famiglia, ma anche la sua spasmodica ricerca di appigli per dimostrare che lei e la scuola che dirige non avevano commesso alcun errore. E dire che io sono stato subito molto chiaro nel dire che non avevo nessuna intenzione di adire le vie legali. Volevo solo denunciare l’accaduto per evitare che un errore così potenzialmente grave si verificasse in futuro anche con altri studenti. Sarebbe bastato un gesto molto semplice: CHIEDERE SCUSA ED IMPEGNARSI A STARE PIÙ ATTENTI IN FUTURO! Invece no. La signora ha subito convocato un primo incontro il giorno stesso (prima di apprendere della mia video-denuncia) e un altro il giorno dopo per chiedermi di ritrattare! Questi due incontri avevano come unisco scopo quello di dimostrare che visto che la coordinatrice della classe di mio figlio aveva contattato la madre per informarla che molto probabilmente nostro figlio sarebbe stato respinto a causa del suo scarso profitto in diverse materie e dell’elevato numero di assenze (tutte giustificate fino a quel punto), la scuola non avesse nessuna responsabilità per l’accaduto! A nulla sono valsi i miei tentativi di chiarire, che a meno che la coordinatrice non fosse dotata di capacità di preveggenza, la telefonata di martedì 14 maggio (mio figlio era regolarmente presente in classe) non poteva in alcun modo valere per informare la famiglia che mio figlio si sarebbe assentato da mercoledì 15 maggio a lunedì 27 maggio! La preside in questione anziché chiedere scusa ed impegnarsi affinché un simile errore non si verificasse in futuro, ha ritenuto di difendere la sua onorabilità, mai messa in discussione dal sottoscritto, accusandomi di averla diffamata!

Ecco le dichiarazioni della preside ad un giornaletto locale che anziché approfondire la faccenda, ha spacciato per offensive nei confronti delle istituzioni le mie parole di denuncia. A loro non è parso vero di poter derubricare l’incidente come l’attacco di uno scriteriato che “ci vuole fegato per ascoltare” e dare spazio alla preside che mi accusa di averla diffamata!

Da Habiate web: «Ho ascoltato quelle dichiarazioni e mi si è gelato il sangue: solo accuse gratuite e false sulla mia scuola». Così Alba Arcidiacono, dirigente scolastico dell’Iis Alessandrini di Abbiategrasso, dopo il duro sfogo di Salvo Mandarà. «Con lui ho avuto quattro colloqui in un mese e mezzo ed è stato sempre informato delle assenze del figlio – dichiara la professoressa Arcidiacono -. Ritengo utile anche precisare che il furto di cui parla non è avvenuto a scuola, ma in un bar della città». Dopo avere visto il video, il dirigente scolastico ha immediatamente contattato Mandarà, per incontrarlo nuovamente giovedì 30 maggio. «Gli ho chiesto di fare un ulteriore comunicato per ritrattare. Ci siamo comunque lasciati con estrema tranquillità. Rinnovo il mio aiuto e la mia disponibilità qualora il figlio volesse tornare nella nostra scuola, che ha sempre agito e agisce con onestà e correttezza verso tutti».

Non capisco perché la signora Arcidiacono non sporge una querela per diffamazione, visto che, secondo lei, la mia denuncia contiene “accuse gratuite e false” sulla sua scuola! La verità è che come sempre, in perfetto stile italico, è meglio “insabbiare” i problemi piuttosto che fare qualche sforzo per risolverli! Non capisco perché un genitore pronto a chiedere scusa per i suoi errori (non sufficiente attenzione a quanto stava accadendo) debba sentirsi accusato di aver diffamato la scuola solo per aver messo in evidenza un errore che per fortuna non ha avuto conseguenze gravi. Anzi, io affermo che sono PROFONDAMENTE GRATO a quel gruppo di ragazzi che hanno sottratto lo zaino (contenente l’IPAD della scuola) a mio figlio. Senza questo evento scatenante e vista la continuata distrazione dell’istituzione scolastica, forse mio figlio sarebbe ancora assente e chissà quali rischi starebbe correndo. Sono sicuro che dopo la mia denuncia, la preside del liceo di mio figlio e tutti gli altri addetti terranno gli occhi molto più aperti e saranno più che tempestivi nell’informare i genitori degli studenti minorenni. Anche se questi saranno bocciati! Si perché su un ultimo dettaglio non vorrei tacere: mio figlio “bigiava” con altri due ragazzi di cui una minorenne. Quando ho fatto i loro nomi alla preside e alla coordinatrice, la loro risposta è stata: ah, si certo, anche loro saranno bocciati. Quindi forse questa è la causa di tutto: per la scuola un ragazzo prossimo alla bocciatura merita meno attenzione di uno con profitto brillante!

Mio padre, insegnante oggi in pensione, mi diceva sempre: la scuola italiana è come un ospedale che cura i sani e manda via i malati!

Il fatto che la signora Arcidiacono si scusi o meno per l’errore procedurale commesso dalla sua scuola e per aver affermato di essere stata da me diffamata è irrilevante. Quello che conta è che grazie alla mia denuncia, simili errori non si verificheranno mai più. E su questo sono pronto a scommettere!

Se io e i miei figli lasceremo questo Paese non sarà per il furto dell’IPAD o perché mio figlio teme ritorsioni dagli autori del furto a cui ribadisco la mia gratitudine, ma perché siamo profondamente delusi dallo stato di degrado culturale di questo povero Paese!

Shhhh, silenzio…tutto a posto. Chi denuncia è un diffamatore e falsificatore.

Dedico questo post a tutte le persone per bene fra cui includo SENZA DUBBIO la preside della scuola di mio figlio. Spero che questa storia possa aiutare TUTTI a riflettere sullo stato di corruzione mentale e di abitudine alla autoassoluzione incondizionata diffusa in questo Paese. Spero che tutti noi ci si assuma le proprie responsabilità e si impari a chiedere scusa. Non si muore, giuro!

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