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Cosiddetto Canone RAI. Mettiamo le cose in chiaro: IO NON PAGO!

dic 2, 2014 - scritto da     Categoria : Blog

Ho pagato il cosiddetto canone RAI per decenni, convinto, come ero, dell’importanza del pagamento della Tasse e dei tributi. All’inizio del 2014 le mie convinzioni sulle tasse in generale e sul cosiddetto Canone in particolare sono cambiate. In questo articolo mi limiterò a condividere con voi gli ultimi aggiornamenti sulla mia personalissima battaglia  (iniziata alla fine del 2013 con questo articolo dedicato ad Oliviero Beha e Silvestro Montanaro) contro questo abuso da parte del sistema. Mi dedicherò alle altre tasse in altri articoli.

Pubblicherò di seguito alcuni documenti, con l’invito a leggere le indicazioni prima di farne qualsiasi uso.

Copyright: i documenti pubblicati sono ASSOLUTAMENTE LIBERI. Chiunque senza preavviso può utilizzare le mie lettere sostituendo il mio nome con il proprio.

Responsabilità: queste lettere sono il frutto di una mia personalissima iniziativa. La pubblicazione NON vuol dire in alcun modo che io inviti altri ad usarle. L’utilizzazione da parte dei lettori di questo blog è da intendersi come azione libera e personale sotto la propria responsabilità.

Mia prima lettera inviata a Febbraio 2014:

Agenzia delle Entrate – Sportello S.A.T.

Casella Postale 22

10121 TORINO

Oggetto: imposta cosiddetto canone Rai (N. xxxxxxxx codice controllo 1) RIGETTATA

 

Vi scrivo in merito alla vostra lettera con data 23/12/2013, nella quale, affermate che devo pagare un imposta che oggi ritengo essere una violazione della mia libertà, che ha come fondamento la vostra sola presupposizione; infatti insinuate che io possegga un televisore e che questo sia funzionante e regolarmente usato per sintonizzarsi sulle frequenze Rai.

Premettendo che, se pur dovesse essere vero, mi riterrei nella posizione di rifiutare un servizio così scadente, e vi ricordo, che per la sua natura, un servizio può essere offerto ma non imposto. Contesto la natura del servizio, pertanto dichiaro di non dover nulla alla RAI che di fatto NON GUARDO.

A conferma del fatto che il servizio offerto dalla RAI è scadente e non merita nessun pagamento, valga il fatto che gli unici due vostri impiegati per cui in passato poteva valere la pena di pagare il canone, sono stati da voi LICENZIATI. Sto parlando dei giornalisti Oliviero Beha e Silvestro Montanaro. Tutti i programmi di punta del cosiddetto servizio pubblico sono un’offesa all’intelligenza del popolo italiano. Io non pagherò mai un centesimo per permettere alla RAI di mantenere programmi come quello dei signori Floris, Fazio, Greco, Giletti, Vespa oltre a tutte le scempiaggini quali Sanremo, scatole e pacchi vari e via discorrendo! Vi offro quindi l’opportunità di avere ancora il mio canone, alla sola condizione che reintegriate i giornalisti Beha e Montanaro e offriate loro dei programmi in una fascia oraria comoda a loro e al loro pubblico.

In assenza della condizione di cui al punto precedente, dichiaro di accettare di pagare questa imposta a patto che sia provato l’obbligo da parte mia di corrispondere le cifre da voi vantate, che devono essere dimostrate con una prova di credito entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della presente, in particolare chiedo che mi sia data:

-          prova del danno avvenuto prima della creazione del debito, che, per questo, dimostri il debito a chi è dovuto, non si accettano come valide le sole dichiarazioni,

-          prova che io, in qualità di essere umano, e non finzione giuridica, debba pagare un qualsiasi tipo di imposta italiana, premettendo che non mi riconosco nella personalità giuridica, se questa diventa una limitazione della mia libertà,

-          prova che ci  sia un reale servizio che la RAI offre ai cittadini, e se questo sia quantificabile con una cifra stabilita su canoni etici, condivisibili e dimostrabili con dati oggettivi, e non semplici dichiarazioni.

-          prova che io, come cittadino italiano e persona giuridica, se contesto e rifiuto e/o non utilizzo un servizio, questo possa essermi imposto obbligatoriamente,

-          prova che io sono  in possesso di un elettrodomestico che uso per  guardare la RAI,

-          prova che io  sono  in possesso di televisore, e che questo sia funzionante,

-          prova che io ho un televisore e che lo usi per guardare i  programmi RAI,

-          prova che,  se io acquisto un televisore questo mi obbliga a sintonizzarlo su programmi RAI,

-          prova che, se ho un televisore sia usato per collegarsi al digitale terrestre e quindi sia possibile che io utilizzi la banda televisiva Rai,

-          prova che, se ho un televisore, e  questo non venisse mai usato come ricevitore del digitale terrestre, anzi, venga usato esclusivamente come  monitor di computer o  altro utilizzo simile,  questo imponga lo stesso di pagare un canone per un servizio non utilizzato,

 

Dichiaro che:

-          non accetterò nessun tipo di ispezione poiché la considererei una violazione della privacy

-         le vostre sole ipotesi sono state al momento rigettate in toto

Tutta la documentazione che mi invierete, dovrà essere trasparente, dettagliata e di facile comprensione. Siete tenuti ad utilizzare solo parole prese dal vocabolario di uso comune, ed è rigettata tutta la documentazione che usa parole ambigue.

L’invio di documentazione parziale da parte vostra sarà ritenuta nulla ed invalida.

Qualora falliste nel dimostrare le suddette condizioni, tale presunto debito sarà nullo, ed estinto ed inesigibile per sempre.

Per adempiere a tali richieste, avete 15 (QUINDICI) giorni dal ricevimento di questa lettera. Ecceduti tali termini, per la legge del tacito consenso/assenso, accettate senza riserve che tale presunto debito è nullo ed estinto per sempre ed inesigibile.

Qualora continuaste a contattarmi con richieste di saldo di debito, senza che sia data adeguata risposta, mi sentirò libero di adire le vie legali ai sensi delle leggi italiane e internazionali, senza dover necessariamente comunicarvelo in anticipo. Premettendo che questa mia forma di tutela è un atto di autodeterminazione incontrovertibile, che se attaccato mi riterrò libero di segnalare tale abuso agli enti preposti e di richiedere un risarcimento per eventuali danni.

Chi risponderà, lo farà sotto la sua piena responsabilità civile, penale e commerciale di spergiuro, e frode. Si riterranno valide comunicazioni recanti firme in calce.

Con la presente nego qualsiasi utilizzo dei miei dati personali.

Distinti Saluti

 

Ecco due lettere da parte dell’Agenzia delle Entrate e della RAI:

Di seguito la mia lettera ai due mittenti delle lettere qui sopra:

 

Agenzia delle Entrate – Sportello S.A.T.

Casella Postale 22

10121 TORINO

All’attenzione della signora Giovanna Milella e del signor Marco Zuppi

 

                                                                                                          02 dicembre 2014

Oggetto: imposta cosiddetto canone Rai (N. XXXXXXX codice controllo 1) RIGETTATA

 

Le vostre lettere datate rispettivamente 08/09/2014 e 11/10/2014 sono arrivate abbondantemente oltre i termini che avevo indicato nella mia lettera, avente lo stesso oggetto della presente, inviata il 05 febbraio 2014. Pertanto le vostre istanze non hanno nessun valore e vengono rigettate in toto.

Tuttavia visto che, nonostante le mie chiare indicazioni non avete tenuto conto di quanto comunicato e insistete nel violare la mia privacy, vi scrivo questa ultima e definitiva comunicazione con l’intento di chiarire che qualsiasi altra vostra comunicazione non verrà considerata. Inoltre, senza ulteriori avvisi, mi riterrò libero di denunciarvi in qualsiasi momento presso l’autorità giudiziaria per le vostre responsabilità personali che vi siete assunti firmando ed inviandomi le vostre lettere.

Le vostre lettere, oltre che fuori tempo massimo, non sono entrate nel merito delle istanze presentate, costituendo di fatto un atto offensivo e persecutorio.

Aggiungo che oltre a tutti i motivi di nullità e illegittimità della vostra richiesta già menzionati nella mia lettera precedente, nello scorso mese di maggio 2014 se ne è aggiunto un altro: una vostra dirigente, la signora Monica Maggioni, ha partecipato ad una riunione segreta del gruppo Bilderberg presso l’Hotel Marriot di Copenaghen. Tale comportamento oltre che assolutamente non etico e contrario alle peculiarità di un giornalista qualunque, vista la posizione della suddetta signora Maggioni (direttrice di un canale di informazione del servizio radiotelevisivo PUBBLICO), infrange la legge n. 27 del 1982 (nota come legge Anselmi). Quindi, anche se non sussistessero tutti i motivi già spiegati, il pagamento del suddetto “canone” televisivo configurerebbe un comportamento COMPLICE nella commissione di un reato.

Questa comunicazione si intende parte integrante della precedente inviata il 05 febbraio 2014 quindi tutte le motivazioni presentate in questa sede si aggiungono senza ridurre in alcun modo l’effetto di tutte quelle già scritte e per le quali non ho ottenuto nessuna risposta nel merito.

Ribadisco che con la presente diffido voi e qualunque vostro collega dal contattarmi ancora.

Distinti Saluti

Ecco la mia lettera di DIFFIDA inviata all’ENEL nel caso in cui dovesse passare l’idea di addebitare il canone sulla bolletta e la loro risposta.

ENEL

Casella Postale 1100

85100 POTENZA

02 dicembre 2014

Oggetto: DIFFIDA ADDEBITO CANONE RAI

Io sottoscritto Salvatore Mandarà (codice fiscale XXXXXXXXXXXXXXXX numero cliente XXX XXX XXX) con la presente intendo avvisare ENEL Servizio Elettrico di non aver MAI attivato nessun servizio aggiuntivo al di là della fornitura di energia elettrica.

Pertanto nel caso in cui il presente governo o uno qualunque dei successivi dovesse decidere di affidare ad ENEL il servizio di riscossione del cosiddetto canone RAI, qualora ENEL attivasse questo “servizio” per il sottoscritto, commetterebbe un atto illegittimo.

Nel caso in cui ENEL decidesse di compiere questo atto illegittimo si renderebbe passibile di denuncia nelle sedi appropriate da parte del sottoscritto. Inoltre il sottoscritto, a tutela dei propri interessi, annullerebbe il servizio di domiciliazione bancaria e pagherebbe la fattura di addebito DECURTANDO la parte illegittima legata al cosiddetto canone RAI. E se ENEL, come conseguenza di questo atto di autotutela, dovesse interrompere il servizio di erogazione di energia elettrica, sarebbe denunciata alla magistratura per interruzione di pubblico servizio.

Cordiali saluti


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